UPTeR

Unione Pizzaiuoli Tradizionali e Ristoratori

La Storia

Primo Presidente UPTeR. Dott.Mario Folliero Senior Storico della Pizza
Custodi della vera Pizza Italiana Da oltre trent’anni l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori rappresenta una delle realtà associative più autorevoli del mondo pizza, nata con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere il prodotto Pizza italiana in tutte le sue varianti, nel rispetto della tradizione e dell’evoluzione professionale del settore. L’associazione è oggi punto di riferimento per pizzaioli, ristoratori e operatori del settore che credono nella qualità, nella professionalità e nella difesa dell’identità della pizza italiana nel mondo. La nostra storia La storia dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori nasce da un’idea e da una visione della famiglia Folliero, famiglia storica del mondo pizza che da generazioni porta avanti un messaggio chiaro: la pizza è cultura, mestiere e patrimonio gastronomico italiano. L’associazione nasce ufficialmente nel 1998 grazie all’iniziativa del Dott. Cav. Alfredo Folliero e il padre Dott. Mario Folliero senior “lo storico della pizza” che dal 1970 ha decantato in molte opere pizzaioli e la pizza napoletana, era la voce di Napoli speaker degli eventi e giornalista del mondo pizza.
Porta a Porta – Primo Presidente UPTeR. Dott.Mario Folliero Senior

Obiettivi dell’UPTeR:
difendere la qualità della pizza
valorizzare il lavoro del pizzaiolo
costruire un sistema professionale riconosciuto
Negli anni l’associazione è diventata una delle realtà più strutturate e rappresentative del settore, con una rete di professionisti, eventi internazionali e progetti di formazione.

I pilastri dell’associazione
L’UPT&R si fonda su tre grandi aree operative che rappresentano il cuore dell’organizzazione.
1.Formazione professionale
Attraverso la Pizza Style School, la scuola ufficiale dell’associazione, vengono formati pizzaioli professionisti grazie a istruttori qualificati e autorizzati diretta e gestita dal Dott. Mario Folliero
La scuola rappresenta uno dei principali centri di formazione nel settore pizza.

2.Tutela del prodotto pizza
L’associazione lavora per preservare l’autenticità della pizza italiana, promuovendo standard elevati di qualità, tecniche tradizionali e innovazione consapevole.

3.Eventi professionali internazionali
L’UPT&R organizza alcune tra le più importanti manifestazioni dedicate alla pizza nel panorama mondiale.
L’associazione è organizzatrice di importanti eventi e competizioni professionali che negli anni sono diventati appuntamenti di riferimento per pizzaioli e operatori del settore.

Tra le principali manifestazioni:
Pizza World Cup – giunta nel 2026 alla 24ª edizione
Pizzaiuolo dell’Anno – giunta alla 30ª edizione
Pizza European Cup
Coppa Italia Pizza di Qualità
Coppa Mediterranea Pizza di Qualità
Pizza Master Cup
Pizza sotto il Vesuvio
Pizzaiuolo Stellato
Meeting Tour Pizza
Eventi che rappresentano momenti di confronto, crescita e valorizzazione dell’arte del pizzaiolo.

4.Il marchio di qualità associativo
Nel 2015 l’associazione ha introdotto la Certificazione “HIGH QUALITY” un riconoscimento dato al professionista, al locale ristorativo pizzeria, aziende che vogliono certificare i loro prodotti, che rispettano i canoni del Marchio UPTeR, più precisamente standard elevati di qualità, professionalità e tradizione.

5. Il Museo della Pizza Folliero
Tra le più importanti novità nasce il Museo della Pizza Folliero, un progetto culturale che racconta la storia della pizza attraverso documenti, strumenti, testimonianze e materiali storici.

Il museo rappresenta:
un punto di riferimento culturale per il mondo pizza.
una testimonianza concreta della storia associativa italiana.
una valorizzazione del lavoro svolto negli anni.
Il patrimonio custodito al suo interno racconta la vera evoluzione della pizza e del movimento professionale dei pizzaioli, confermando la storicità e l’autorevolezza del percorso associativo.
Una grande comunità del mondo pizza.

Riconoscimento Upter ed esposizione marchio

Vantaggi per pizzaioli e locali

  1. Riconoscimento professionale >il marchio valorizza la professionalità del pizzaiolo e l’identità del locale con le caratteristiche di serietà, competenza e professionalità.
  2. Maggiore visibilità>Appartenere ad una rete professionale riconosciuta. Inserimento nel registro ufficiale dei locali certificati sul sito Upter, consultabile per nazione, regione, città
  3. Accesso agli eventi ufficiali> possibilità di partecipare con agevolazioni agli eventi ufficiali come il Pizza World Cup
  4. Formazione e Aggiornamento> Accesso ai percorsi Pizza Style School e al Registro professionale del Pizzaiolo ai sensi della Legge 4/2013 e tutela della figura professionale
  5. Garantire la qualità del prodotto> Rispetto dei canoni della pizza tradizionale italiana: qualità, tradizione, cultura, conoscenza.

Vantaggi per aziende

  1. Certificazione dei prodotti > possibilità di ottenere riconoscimento su una selezione di prodotti utilizzati nel mondo pizza
  2. Visibilità network professionale> Accesso diretto alla rete di pizzaioli, scuole e locali collegati all’associazione

Presenza negli eventi>opportunità di promuovere e presentare i propri prodotti durante gli eventi e attività ufficiali Upter

Canoni per l’esposizione del marchio

“HIGH QUALITY – UPTeR”
L’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori riconosce che il mondo della pizza, nel corso della sua evoluzione, si è sviluppato su scala internazionale. Se in passato la pizza era legata principalmente al contesto del quartiere o della città, oggi rappresenta un fenomeno globale che coinvolge culture, territori e interpretazioni diverse.

Per questo motivo l’associazione ha scelto di non adottare disciplinari eccessivamente rigidi legati a una singola ricetta o ad un modello produttivo standardizzato.

Nel mondo contemporaneo la pizza esiste in molte varianti e interpretazioni, e pretendere uniformità assoluta su scala globale risulterebbe poco realistico e difficilmente applicabile.

Inoltre, nella realtà della ristorazione moderna, il pizzaiolo è spesso una figura artigianale che opera in contesti organizzativi differenti. In molte aziende e attività ristorative si alternano nel tempo diverse figure professionali, rendendo complesso il controllo continuo di ogni singola ricetta o di ogni scelta di approvvigionamento delle materie prime.

Proprio per evitare rigidità difficilmente applicabili e per garantire un sistema più autentico e concreto di riconoscimento della qualità, l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori ha istituito il marchio:

“HIGH QUALITY – UPTeR”
Questo marchio identifica le attività e i professionisti che dimostrano di operare secondo criteri di qualità, professionalità e rispetto della tradizione della pizza italiana.

Sistema di valutazione High Quality
L’accesso al marchio High Quality – UPTeR non si basa su un controllo rigido di una singola ricetta o su un elenco standardizzato di ingredienti, ma su una valutazione complessiva della professionalità e della qualità del lavoro svolto.
L’ammissione avviene attraverso un processo di valutazione che può avvenire:
in presenza
online

Canoni di ammissione High Quality
Valutazione professionale del pizzaiolo
Il pizzaiolo o il responsabile della produzione viene valutato attraverso un test o uno show dimostrativo che consente di analizzare competenze tecniche, capacità operative e conoscenza delle tecniche di lavorazione.

Analisi del curriculum professionale
Viene esaminato il percorso professionale del pizzaiolo, la sua esperienza nel settore e l’eventuale partecipazione a eventi, competizioni o attività formative.

Storicità dell’attività
Viene considerata la storia del professionista o dell’attività, riconoscendo valore alla continuità nel lavoro e all’impegno nel settore della pizza e della ristorazione.

Qualità delle materie prime
Il professionista o l’attività deve dimostrare attenzione nella scelta delle materie prime utilizzate, privilegiando ingredienti di qualità e una lavorazione consapevole del prodotto.

Attrezzature e metodo di lavoro
Viene valutata la qualità delle attrezzature utilizzate e l’organizzazione del lavoro nel rispetto delle tecniche tradizionali e delle buone pratiche professionali.

Formazione e aggiornamento professionale
Un elemento fondamentale è rappresentato dalla continuità nell’aggiornamento professionale. L’associazione promuove la crescita professionale attraverso il Registro Professionale Nazionale del Pizzaiolo, riconosciuto ai sensi della Legge 4/2013, gestito dall’Associazione Professionale collegata alla Pizza Style School.

La partecipazione a percorsi formativi e l’aggiornamento continuo rappresentano una garanzia di professionalità e di evoluzione della figura del pizzaiolo.

Il Significato profondo del marchio High Quality
Il marchio High Quality – UPTeR rappresenta quindi un riconoscimento della professionalità e della qualità complessiva dell’attività.

Esso identifica i professionisti e le attività che dimostrano:
rispetto della tradizione della pizza
qualità nella lavorazione
attenzione nella scelta delle materie prime
professionalità del pizzaiolo
aggiornamento continuo
Il marchio non impone rigidità tecniche assolute, ma certifica una filosofia di lavoro basata sulla qualità e sulla responsabilità professionale.

Conclusione
Attraverso il sistema High Quality – UPTeR, l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori promuove un modello di riconoscimento della qualità fondato su valori reali e verificabili. Un sistema che rispetta la tradizione della pizza italiana, ma allo stesso tempo riconosce la varietà e l’evoluzione del mondo della pizza a livello internazionale.

Procedura di rilascio del marchio

“HIGH QUALITY – UPTeR” Il marchio High Quality – UPTeR rappresenta il riconoscimento ufficiale dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori per le attività e i professionisti che dimostrano di operare secondo principi di qualità, professionalità e rispetto della tradizione della pizza. Il sistema di certificazione nasce con l’obiettivo di identificare le realtà che rappresentano con serietà e competenza il mondo della pizza e della ristorazione. L’assegnazione del marchio avviene attraverso una procedura di valutazione strutturata che consente all’associazione di analizzare il profilo professionale del pizzaiolo e dell’attività. Articolo 1 Richiesta di adesione Il professionista o l’attività interessata all’ottenimento del marchio High Quality – UPTeR deve presentare domanda di adesione all’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori. La richiesta può essere inoltrata attraverso: piattaforma online ufficiale contatto diretto con l’associazione partecipazione a eventi o attività formative dell’UPTeR La domanda deve contenere informazioni relative all’attività e al professionista responsabile della produzione della pizza. Articolo 2 Valutazione preliminare L’associazione effettua una prima analisi delle informazioni fornite dal candidato. In questa fase vengono valutati:
  • il profilo professionale del pizzaiolo
  • l’esperienza nel settore
  • il curriculum professionale
  • la storia dell’attività o del locale
L’obiettivo della valutazione preliminare è verificare la coerenza del candidato con i valori dell’associazione. Articolo 3 Test di ammissione o show professionale. Il candidato deve sostenere una prova dimostrativa che può avvenire: in presenza, durante eventi o sessioni dedicate; online, tramite collegamento video. Durante questa fase il pizzaiolo presenta il proprio lavoro e dimostra le proprie competenze tecniche nella preparazione della pizza. La valutazione tiene conto di:
  • capacità tecniche
  • metodo di lavorazione
  • conoscenza delle tecniche di impasto
  • organizzazione del lavoro
Questa prova rappresenta uno strumento di verifica reale della professionalità del candidato.

Articolo 4
Valutazione della qualità dell’attività
Durante la procedura di ammissione vengono analizzati anche altri elementi fondamentali dell’attività.
Tra questi:

  • qualità delle materie prime utilizzate
  • attenzione nella selezione degli ingredienti
  • attrezzature impiegate per la produzione
  • organizzazione del lavoro e standard professionali

La valutazione non si basa su un disciplinare rigido di ricette, ma su un’analisi complessiva della qualità del lavoro svolto.

Articolo 5
Formazione e aggiornamento professionale
Elemento fondamentale per il mantenimento del marchio High Quality – UPTeR è la continuità nell’aggiornamento professionale.
L’associazione promuove la crescita professionale attraverso il Registro Professionale Nazionale del Pizzaiolo, riconosciuto ai sensi della Legge 4/2013, gestito dall’Associazione Professionale collegata alla Pizza Style School.
Il professionista è invitato a mantenere un percorso di aggiornamento continuo partecipando a:

  • corsi di formazione
  • eventi professionali
  • attività di aggiornamento tecnico

Articolo 6
Rilascio del marchio
Una volta completato il processo di valutazione, l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori può deliberare il rilascio del marchio High Quality – UPTeR.
Il locale o il professionista autorizzato può esporre:

  • il marchio ufficiale High Quality
  • il certificato associativo
  • eventuali materiali identificativi forniti dall’associazione.

L’esposizione del marchio rappresenta un riconoscimento della professionalità e della qualità del lavoro svolto.

Articolo 7 Durata della certificazione e quota annuale di utilizzo del marchio La certificazione High Quality – UPTeR ha durata annuale. Per mantenere il diritto di utilizzo del marchio High Quality – UPTeR, il professionista o l’attività certificata dovrà provvedere al rinnovo annuale della certificazione, attraverso il pagamento della quota associativa prevista per l’utilizzo del marchio. La quota annuale consente: il mantenimento della certificazione High Quality – UPTeR il diritto di esposizione del marchio all’interno e all’esterno del locale l’utilizzo dei materiali ufficiali di riconoscimento dell’associazione. Il rinnovo annuale rappresenta inoltre uno strumento che permette all’associazione di garantire la continuità dei principi di qualità e professionalità promossi dal disciplinare. Articolo 8 Revoca del marchio L’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori si riserva il diritto di revocare l’utilizzo del marchio High Quality – UPTeR qualora vengano meno i principi fondamentali di professionalità, qualità o correttezza che caratterizzano il disciplinare dell’associazione. Inserimento nel registro dei locali certificati Tutti i locali che ottengono la certificazione High Quality – UPTeR verranno inseriti nel registro ufficiale delle attività certificate pubblicato sul sito istituzionale dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori. Le attività certificate saranno consultabili attraverso una classificazione territoriale organizzata per: Nazione Regione Città Questo sistema consente di valorizzare e promuovere le attività certificate, offrendo visibilità ai professionisti che fanno parte della rete High Quality – UPTeR e permettendo al pubblico di individuare facilmente i locali che rappresentano i valori di qualità e professionalità promossi dall’associazione. Articolo 9 Norme di esposizione del marchio “High Quality – UPTeR” Il marchio High Quality – UPTeR rappresenta il riconoscimento ufficiale rilasciato dall’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori alle attività e ai professionisti che hanno ottenuto la certificazione secondo i criteri stabiliti dal presente disciplinare. L’utilizzo e l’esposizione del marchio devono avvenire nel rispetto delle seguenti norme. Esposizione all’interno e all’esterno del locale per le attività autorizzate:
  • all’ingresso del locale
  • all’interno dell’attività in posizione visibile al pubblico
  • nelle aree di lavoro o di accoglienza del cliente.
  • L’associazione può fornire materiali ufficiali come:
  • targhe identificative
  • adesivi ufficiali
  • certificati di riconoscimento.
L’esposizione del marchio ha lo scopo di rendere riconoscibile al pubblico l’appartenenza del locale alla rete di qualità dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori. Utilizzo nei materiali di comunicazione Le attività certificate possono utilizzare il marchio High Quality – UPTeR anche nei propri strumenti di comunicazione, tra cui:
  • menu del locale
  • sito internet
  • canali social
  • materiale promozionale
  • brochure e presentazioni.
L’utilizzo del marchio deve sempre rispettare l’identità grafica ufficiale fornita dall’associazione e non può essere modificato, alterato o utilizzato in forme diverse da quelle autorizzate. Utilizzo personale del marchio Il marchio High Quality – UPTeR può essere utilizzato anche dal pizzaiolo o dal professionista certificato come elemento di riconoscimento della propria qualifica professionale. Tale utilizzo può avvenire, ad esempio, su: curriculum professionale presentazioni professionali attività di promozione personale. Limitazioni d’uso Il marchio High Quality – UPTeR non può essere utilizzato: da attività non certificate dopo la scadenza della certificazione annuale in contesti che possano generare confusione o danneggiare l’immagine dell’associazione. L’utilizzo improprio del marchio comporta la possibilità di revoca della certificazione da parte dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori. Tutela del marchio Il marchio High Quality – UPTeR è proprietà dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori e rappresenta un simbolo di qualità e professionalità riconosciuto dall’associazione. L’associazione si riserva il diritto di intervenire in caso di utilizzo non autorizzato o scorretto del marchio al fine di tutelarne l’integrità e il valore. Conclusione Il marchio High Quality – UPTeR rappresenta un simbolo di appartenenza ad una comunità professionale che condivide valori comuni di qualità, tradizione e responsabilità. Attraverso questo sistema l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori promuove una visione autentica della pizza, fondata sulla professionalità del pizzaiolo e sul rispetto della tradizione.

Le Origini
La storia della famiglia Folliero

La storia dell’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori affonda le proprie radici nella lunga tradizione della famiglia Folliero, una famiglia giunta oggi alla quarta generazione nel mondo della pizza e dell’arte bianca.

Documentazioni storiche testimoniano la presenza della famiglia Folliero nel settore della panificazione e della produzione di prodotti da forno da diverse generazioni, ma le radici del cognome nella città di Napoli risalgono addirittura al 1500, segno di una presenza storica profondamente intrecciata con la cultura e la vita partenopea.

Prima ancora della nascita delle pizzerie, il cognome Folliero era già fortemente legato al mondo della panificazione e dell’arte bianca, con botteghe e attività dedicate alla produzione di pane, taralli e altri prodotti da forno.

Queste attività erano presenti in diversi luoghi storici della città, tra cui il Mercato di Napoli, il Vomero e il quartiere della Maddalena, contesti popolari nei quali la produzione di pane e prodotti da forno rappresentava un elemento essenziale della vita quotidiana.

Nel tempo la famiglia Folliero mantenne sempre un forte legame con questi quartieri e con la tradizione artigianale della panificazione.

Una delle prime pizzerie della famiglia sorse nel quartiere di San Lorenzo a Napoli, mentre altre attività legate alla panificazione continuarono a svilupparsi in diverse zone della città.

Le donne della famiglia e i primi passi di Alfredo

In quegli anni la pizza non era soltanto il lavoro degli uomini di bottega, ma anche una tradizione domestica tramandata all’interno della famiglia.

Le donne di casa ebbero un ruolo fondamentale nel mantenere viva questa tradizione.

Furono infatti le zie della famiglia, tra cui in particolare Zia Amelia, a trasmettere le prime conoscenze dell’arte bianca alle nuove generazioni.

Proprio accanto a loro Alfredo Folliero iniziò i suoi primi passi nel mondo della panificazione e della pizza.

Impastando insieme alle zie e osservando i gesti della tradizione, Alfredo imparò fin da giovane i segreti della lavorazione del pane, dei taralli e della pizza.

Quelle esperienze nei quartieri popolari di Napoli rappresentano l’inizio di un percorso che negli anni avrebbe portato la famiglia Folliero a diventare uno dei punti di riferimento del mondo pizza.

Gli anni della guerra

Il sacrificio durante le Quattro Giornate di Napoli

Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia Folliero continuò a lavorare nei quartieri storici di Napoli producendo pane e pizze per la popolazione.

Erano anni difficili, segnati dalla guerra, dalle privazioni e dalle difficoltà economiche, ma anche da un forte spirito di solidarietà tra le famiglie dei quartieri popolari.

Proprio in quel periodo la famiglia visse uno degli episodi più drammatici della propria storia.

Alla vigilia delle storiche Quattro Giornate di Napoli del 1943, quando la città si sollevò contro l’occupazione nazista, il giovane Enzo Folliero partecipava alle attività di resistenza civile che si stavano diffondendo nei quartieri.

La sera precedente all’inizio dell’insurrezione, mentre affiggeva manifesti con la scritta “Via i Tedeschi”, Enzo Folliero venne mitragliato, diventando una delle vittime di quel periodo drammatico.

La guerra portò grandi sofferenze e molte perdite alla famiglia Folliero, ma non riuscì a spegnere ciò che da sempre caratterizzava la famiglia: l’amore per l’arte bianca e per la tradizione della pizza.

 

Mario Folliero Senior

Lo storico della pizza

Negli anni successivi emerse la figura di Mario Folliero Senior, che divenne uno dei primi veri storici della pizza napoletana.

Attraverso articoli di giornale, studi e pubblicazioni, Mario Folliero iniziò a raccontare e valorizzare la figura del pizzaiolo e la cultura della pizza.

In un periodo in cui la pizza non aveva ancora il riconoscimento internazionale di oggi, Mario Folliero fu tra i primi a decantare la napoletanità della pizza, raccontando la storia dei pizzaiuoli e della loro arte.

Per molti anni rappresentò una delle voci più autorevoli della tradizione napoletana della pizza.

Alfredo Folliero
Dalla tradizione alla diffusione nazionale

Alfredo Folliero cresce nei quartieri di Napoli respirando fin da giovane la tradizione della famiglia.
Il lavoro con le zie, la panificazione, i taralli e la pizza rappresentano le sue prime esperienze nel mondo dell’arte bianca.
Con il passare degli anni sente però il bisogno di confrontarsi con nuove realtà e decide di trasferirsi al Nord Italia, dove diventa direttore di alcune delle prime catene di pizzerie “Solo Pizza”.
Questa esperienza gli permette di comprendere come la pizza napoletana potesse diffondersi anche oltre i confini della città.
Insieme al padre Mario Folliero iniziò a strutturare i primi manuali di formazione per pizzaioli, contribuendo alla diffusione della cultura professionale della pizza.
Ad accompagnare il percorso professionale e umano di Alfredo Folliero vi è sempre stata anche la moglie Flavia, chef e figura di rilievo nel mondo della ristorazione, che ha condiviso e sostenuto negli anni il lavoro e le iniziative legate alla crescita della famiglia e del settore.
Flavia è inoltre madre di Daniela, Tiziana, Augusto e Mario Folliero, rappresentanti della nuova generazione della famiglia.

Gli anni delle associazioni
Il ruolo di Alfredo Folliero nel movimento dei pizzaioli

Negli anni successivi Alfredo Folliero divenne una delle figure più attive e riconosciute nel panorama associativo del mondo pizza.
È stato membro e fondatore di alcune delle più importanti realtà associative italiane del settore, contribuendo in maniera significativa alla crescita e alla diffusione della cultura professionale dei pizzaioli.
La sua figura divenne uno dei volti associativi più seguiti del settore, capace di unire colleghi provenienti da diverse realtà e territori.

Attraverso il suo impegno Alfredo Folliero ha spesso contribuito a spostare gli equilibri del settore, promuovendo iniziative e progetti finalizzati alla tutela della categoria e alla valorizzazione della professionalità dei pizzaioli.

La nascita dell’UPTeR
Un nuovo percorso associativo

Dopo molti anni di esperienza nel mondo associativo, la famiglia Folliero maturò la convinzione che fosse arrivato il momento di intraprendere un nuovo percorso associativo.
L’esperienza accumulata negli anni aveva permesso di comprendere a fondo le dinamiche del settore e le esigenze dei pizzaioli.
I Folliero sentirono quindi l’esigenza di staccarsi dalle realtà associative precedenti, con l’obiettivo di costruire un progetto capace di rappresentare in modo più autentico i valori che la famiglia aveva sempre portato avanti.
Nasce così l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori (UPTeR).
Attraverso questa nuova realtà associativa iniziarono a svilupparsi importanti iniziative e manifestazioni professionali, tra cui:

Pizza World Cup
Pizzaiuolo dell’Anno, oggi giunto alla 30ª edizione
eventi che nel tempo sono diventati punti di riferimento del settore.

Mario Folliero
Formazione, eventi e Museo della Pizza

Con il passare degli anni la storia della famiglia Folliero continua attraverso le nuove generazioni.
Una figura centrale della fase più recente è Mario Folliero, figlio di Alfredo.
Mario Folliero è laureato in Scienze della Formazione e oggi rappresenta uno dei principali punti di riferimento del settore a livello internazionale.
Dirige la Pizza Style School, la scuola di formazione professionale collegata all’associazione, che oggi opera con sedi e istruttori presenti in diverse parti del mondo.
Oltre alla formazione professionale, Mario Folliero dirige anche gli eventi internazionali dell’associazione e il Museo della Pizza, progetto dedicato alla valorizzazione della storia della pizza e alla conservazione della memoria del movimento dei pizzaioli.

Nel corso della sua attività ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui:
riconoscimento OPES – CONI per la promozione della Pizza dello Sportivo
legata alla dieta mediterranea
riconoscimento della Consulta per l’UNESCO
riconoscimento della Consulta Nazionale dell’Agricoltura e del Turismo
premio di Eccellenza della Regione Lazio
primo spot televisivo nazionale con il Ministero del Lavoro
e tanti altri riconoscimenti

La quarta generazione
La storia della famiglia Folliero continua anche attraverso la quarta generazione.
Tra i protagonisti di questa generazione troviamo  anche Augusto Folliero, pizzaiolo verace che fin da giovane si è distinto partecipando e vincendo competizioni dedicate al mondo della pizza.
Oggi Augusto opera negli Stati Uniti d’America, dove ricopre il ruolo di manager nel settore della panificazione e della pizzeria, contribuendo alla diffusione della cultura della pizza italiana e dell’arte bianca oltreoceano.
Parallelamente continua a promuovere attività di formazione negli Stati Uniti, portando avanti i valori della tradizione e della professionalità della famiglia Folliero.
Accanto a lui fanno parte della quarta generazione anche Daniela e Tiziana Folliero, due affermate Pizza Lady che fin dagli anni ’90 hanno iniziato a lavorare nei locali di famiglia, contribuendo alla produzione della pizza e alla continuità della tradizione familiare.

Una storia che continua
La storia della famiglia Folliero è una storia fatta di tradizione, lavoro, sacrificio e passione.
Dalle botteghe di panificazione dei quartieri storici di Napoli fino alla diffusione internazionale della pizza, generazioni di Folliero hanno contribuito a raccontare e difendere la cultura della pizza.
Oggi, attraverso l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori, la Pizza Style School, gli eventi internazionali e il Museo della Pizza, questa storia continua a vivere e a crescere.
Perché la pizza non è soltanto un alimento, ma una tradizione che vive attraverso le persone che la custodiscono e la tramandano nel tempo.

Unione Pizzaiuoli Tradizionali & Ristoratori
Valori fondamentali:
Qualità
Appartenenza
Professionalità
Tradizione
Innovazione
Un sistema organizzato che supporta pizzaioli e ristoratori nel loro percorso di crescita professionale
Tutela e valorizzazione della pizza italiana nel mondo.

ews 2026 – un traguardo storico
Da anni l’associazione è impegnata in un importante percorso istituzionale per il riconoscimento della figura professionale del pizzaiolo.
L’UPT&R è stata promotrice di diversi disegni di legge finalizzati a dare dignità professionale a questo mestiere, valorizzandone competenze e formazione.
Nel 2026 nasce il primo Registro Professionale del Pizzaiolo, riconosciuto dal
Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in conformità con la Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate in ordini.
Un passo fondamentale per il futuro della professione.

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